7.12.11

Europa, questa sconosciuta Pt.2


Nel precedente articolo ho cercato di fare un po’ di chiarezza sull’Unione Europea, in questi giorni in cui improvvisamente ci accorgiamo di fare parte di un qualcosa di oscuro e misterioso. Abbiamo visto che l’UE porta da sempre molti benefici ai suoi cittadini, che ci sono diversi gradi di “vincoli”, e soprattutto che le istituzioni europee sono emanazioni della volontà dei cittadini (direttamente il Parlamento, il Consiglio in quanto composto dai singoli governi, che nominano poi i membri della Commissione). Bene, se non è vero che questi "burocrati burattinai" agiscono in modo illegittimo, chi è che ha deciso i loro ruoli?

L’architettura europea è in progressiva evoluzione dal 1951, anno in cui le neonate democrazie dell’Europa occidentale scelsero di cooperare per la propria sopravvivenza e ricostruzione, con la Comunità del Carbone e dell’Acciaio. La Repubblica Italiana all’epoca aveva appena cinque anni e la nostra tanto adorata Costituzione appena tre.
Nel ’57 è poi nata la CEE, con il Trattato di Roma. L’Unione Europea è nata e cresciuta con noi perché noi l’abbiamo voluta. Stesso vale per Francia e Germania.
I principali artefici (o forse è meglio dire appunto architetti) sono sempre stati i nostri tre Paesi. Non si capisce perché oggi che le cose vanno male ci si stupisca se quelli con maggiori responsabilità siamo noi italiani insieme a francesi e tedeschi. Anzi, a Merkel e Sarkozy, perché oggi si parla solo di loro. Ci siamo ridotti a rapportarci da italioti contro galletti e crucchi.
E’ l’eredità politica e culturale di Berlusconi e della Lega. Ci siamo tirati fuori dai giochi e ora ce la prendiamo con gli altri perché giocano da soli o ci dettano le regole. In realtà noi italiani le regole, non solo le abbiamo accettate, ma scritte. Sia quelle comunitarie, sia quelle che legittimano l’ “ingerenza” dell’Europa nei nostri affari.


Costituzione questa sconosciuta

La regola fondamentale sta addirittura nei Principi Fondamentali della Costituzione.
L’Articolo 11 solitamente si ricorda a metà, ma dopo “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”, continua specificando l’alternativa: “consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Su questo Principio si fonda tutta la nostra legislazione comunitaria e internazionale.

Nell’ordinamento europeo che noi italiani abbiamo costruito, ci sono vari tipi di atti legislativi (poteva essere semplice? No).
Le Direttive, votate dal Parlamento eletto, non sono leggi di per sé; sono vincolanti, ma vengono poi recepite e adottate con Leggi ordinarie, come attualmente disciplinato dalla Legge 11/2005: L'attuazione nazionale della normativa comunitaria è garantita da un disegno di legge, da presentarsi entro il 31 gennaio di ogni anno, recante “disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee".
I Regolamenti, invece, “hanno portata generale e sono obbligatori in tutte le loro parti”, ovvero sono vere e proprie leggi europee, “self executing” con effetto in ogni Stato, persino in caso vadano contro il proprio ordinamento giuridico. I regolamenti possono perciò apparire meno “democratici”, ma sono comunque votati da Parlamento e Consiglio e firmati dai rispettivi Presidenti. E vengono attuati sempre in virtù dell’Articolo 11 della Costituzione italiana e sulla base di Trattati firmati insieme ad altri 26 Stati.
Ci sono poi le Decisioni, simili alle Direttive se indirizzate ai singoli Stati, ma generalmente adottate dalla Commissione europea in ambito di concorrenza e antitrust (un altro esempio del bene che fa l’Unione Europea. Ricordate la multa di Monti a Microsoft?)

Queste sono le basi del diritto europeo. Parlamento, Consiglio, Commissione; Direttive, Regolamenti, Decisioni. Tutto legittimo, secondo Costituzione.
Così come pure il Governo Monti, dal punto di vista formale, è del tutto legittimo perché nominato dal Presidente della Repubblica, come da Costituzione. Lo è tanto quanto il Governo precedente.
Anzi, di più. Vero Scilipoti? Altro che morte della democrazia: il voto di scambio, il trasformismo in corsa. Quello non è nelle regole democratiche. E’ solo tipicamente italiano.
L’Europa è un’altra cosa.

Non è tutto rose e fiori, tengo a sottolinearlo. Ma è una cosa seria. Non ci sono macchinazioni, è solo macchinosa. E proprio per questo è in realtà molto trasparente. E per via della sua stessa struttura è impossibile una posizione dominante (ad esempio la Germania). Anzi, dopo secoli di dominazioni, l'Unione è stata pensata proprio per evitarne una.

I problemi dell’Europa (e del mondo intero) sono altri e nascono dalle banche e ancor prima dalle banche centrali. E guarda caso, tra l’articolo precedente e questo è uscita la proposta di “riforma della BCE”.
Ci scriverò una terza parte...vediamo prima cosa verrà deciso dal Consiglio Europeo di venerdì. Chissà, forse c'è ancora speranza di realizzare il Sogno Europeo.


(fonti: wikipedia, europa.eu)

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