27.11.11

Europa, questa sconosciuta


In questi giorni l’Unione Europea è nel mirino dei mercati ma soprattutto della stampa.
Da sempre l’opinione pubblica, specie in Italia, ha idee confuse e fumose sull’UE, ma, dall’esplosione della crisi del debito, se ne parla quasi alla stregua dell’Impero Galattico di Star Wars.
Europa sì, Europa no; Euro sì, Euro no;  e Sarkozy e la Merkel…
Cerchiamo di vederci più chiaro sull'Unione, la sua struttura e il suo funzionamento, così da sapere di cosa si parla quando si tira in ballo l’Europa.



Prima di tutto, bisognerebbe parlare di più “Europe”: l’Unione Europea è diversa dall’Eurozona, che è diversa dall’Area Schengen.
L’UE è un soggetto politico sovranazionale unico al mondo, definito “sui generis”, in quanto a metà strada tra una federazione ed una organizzazione intergovernativa. Dei 27 Stati membri, 22 aderiscono all’unione doganale (Area Schengen) e 17 utilizzano l’Euro come valuta condivisa. 5 Paesi non sono nell’Area Schengen e di questi, 2 sono nell’Euro (Irlanda e Cipro).
Di converso, ci sono Paesi che non sono membri dell’UE ma che fanno parte dell’unione doganale (Svizzera, Norvegia, Islanda) e Paesi che hanno adottato unilateralmente l’Euro come valuta (Montenegro, Kosovo, Andorra ). Solo 15 Stati dell’UE dunque hanno aderito a tutti i principali trattati comunitari e rientrano nei parametri. L’Italia è tra questi.

Basta quindi parlare dell’Europa come se fosse altro da noi. Il primo concetto che deve passare è che l’Europa siamo noi. Di più, noi italiani ne siamo stati i primi promotori fin dalla nascita della CECA (Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio) nel 1951, insieme a Francia, Benelux e Germania federale.
Da allora l’Europa ci ha fatto tanto, tantissimo bene, ma ce ne siamo dimenticati in pochi anni di nazionalismo (e regionalismo) spinto e di quasi totale blackout nelle relazioni comunitarie.

Un esempio eclatante dei benefici sono i Fondi Europei di Sviluppo Regionale (FESR). Come sappiamo, infatti, ogni Stato finanzia proporzionalmente l’Unione Europea con un alcuni miliardi di Euro l’anno. Questi soldi vengono poi ripartiti su base regionale, privilegiando le aree sottosviluppate o arretrate, come il sud della Spagna, il Sud Italia o l’ex Germania Est. Le regioni ricche finanziano quelle povere, per promuovere non solo il commercio, ma l’istruzione, i diritti civili, la cultura e il lavoro. Oltre ai FESR c’è poi il fondo di solidarietà, utilizzato per le zone soggette a calamità. Ad esempio, qui in Veneto abbiamo appena ricevuto 17 milioni di Euro per i danni dell’alluvione dell’anno scorso.



Il senso di questo articolo è tentare di spiegare che nonostante ciò che si legge o si sente dire,  l’Unione Europea non è la Banca centrale Europea, e la Germania non è l’Europa. Già, ma “chi” è esattamente l’Europa? Quali sono le istituzioni che la compongono e ci rappresentano?

Il Parlamento Europeo viene eletto dai cittadini europei ogni cinque anni. Il numero di seggi dei singoli Stati è ripartito proporzionalmente alla popolazione (all’Italia ne spettano 72 su 750). Ha sede a Strasburgo, il suo Presidente attualmente è il polacco Jerzy Buzek.

Il Consiglio dell’Unione Europea è l’assemblea dei ministri dei Paesi membri competenti per un determinato aspetto (i Consigli sono 10, dall’economia all’ambiente). La presidenza cambia ogni sei mesi, fino al 2012 spetta alla Polonia, con Donald Tusk, poi sarà il turno della Danimarca).

La Commissione Europea, a cui spetta l’iniziativa legislativa, è composta da un delegato (commissario) per Stato membro. Tra i membri sono compresi un Presidente proposto dal Consiglio e votato dal Parlamento, attualmente José Barroso, e l’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri (quello che doveva essere il Ministro degli Esteri Europeo), l’inglese Catherine Ashton. Consiglio e Commissione hanno sede a Bruxelles.

C'è poi il Consiglio Europeo, vertice che riunisce i Primi Ministri e i Capi di Stato dei paesi membri, presieduto dall'ex primo ministro belga Herman Van Rompuy.
E ancora, la Corte di giustizia e il Tribunale dell’Unione Europea a Lussemburgo e la Banca Centrale Europea, con sede a Francoforte.

Complicato? Forse. Però davanti a tutti questi nomi e queste istituzioni diventa semplicistico parlare di dominazione franco-tedesca e si capisce quanta disinformazione e, talvolta, malafede ci sia nei media. Cui prodest? Che senso ha dopo sessanta anni di sforzi e di cooperazione parlare di fine dell’Europa?

L’Unione Europea potrà avere tanti difetti, come un eccesso di burocrazia (dove non ce n’è?), ma è un faro per il nostro continente e per il mondo intero. Se qualcuno cerca l’Imperatore Palpatine non lo troverà certo a Strasburgo, né a Bruxelles, né a Berlino o tantomeno a Parigi.
Casomai a Francoforte. O forse a Wall Street.

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